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Spianare il Takahashi FS-60: riflessioni

Posted in Astronomia, Autocostruzione, CCD on settembre 28th, 2011 by Andrea Tosatto

da circa un annetto possiedo lo splendido tubino giapponese FS-60 abbinato al suo spianatore f6.2. di questo tubo ne sono sempre stato entusiasta.. ben corretto e spianato quasi fino al bordo.. leggero e iperportatile abbinato alla guida fuori asse.. insomma.. un gioiellino abbinato alla mia vecchia canon 350D che mi ha regalato immagini superlative.. cito ad esempio M31 che a mio avviso reputo stupenda per incisione dei dettagli.. poi da circa 4 mesi sono passato al CCD e il gioiellino è diventato meno gioiellino.. Come è noto utilizzo il seguente trenofotografico:

Starlight SXVF-H16+Ruota Porta Filtri Starlight+guida fuori asse starlight

Da quando sono passato al CCD il gioiellino è diventato meno gioiellino.. l’incisione è rimasta ma è comparsa una vistosissima curvatura di campo che mi costringe a croppare parte della foto per eliminare l’effetto iperspazio.

 

In occasione della luna nuova di ottobre e visto l’approssimarsi della stagione invernale ho deciso di sviscerare a fondo il problema e di portare finalmente i nodi al pettine.

Il problema è ovvio.. perchè sulla 350D riuscivo ad avere un campo ben spianato mentre sul CCD no?

Sul web si trovano diverse fonti che dicono che il backfocus corretto per lo spianatore è di 56mm e io ho sempre considerato questo dato come un dogma infatti la canon abbinata al T2-wide di takahashi si è sempre comportata bene. quando l’ho abbinato alla guida fuori asse di TS si è comportato ancora meglio perchè fuocheggiando a 3/4 del frame riuscivo ad avere un campo perfettamente piano (ccd inspector misurava una curvatura variabile dal 5 al 9%).

Anche Valerio ha riportato che lo spianatore lavora meglio con 2mm in piu rispetto all’anello T2 della casa madre.

Dunque.. con il treno fotografico in mio possesso il backfocus che ho calcolato è di 59.5mm e ho sempre dato la colpa di questa curvatura residua a questi 4.5mm in eccesso.. stanco di croppare ho deciso di accantonare momentaneamente la guida fuori asse e di ricominciare con la guida in parallelo attraverso un cercatore 8×50 con abbinata la lodestar e una prolunghina per portare la distanza entro le specifiche.

Ho condotto i test dapprima con una prolunga da 10mm e poi con una prolunga da 7mm ma ORRORE! la curvatura non solo era presente ma era addirittura peggiorata arrivando anche al 40% con la prolunghina da 7mm che teoricamente avrebbe portato il backfocus a 55mm.

Inizialmente ai miei occhi questa cosa era inspiegabile, ho cosi deciso di armarmi di calibro e di misurare pezzo per pezzo i componenti del treno ottico.

Le certezze che ho sono:

- l’accoppiata 350D+T2 wide lavorava benino

- l’accoppiata Reflex+T2 wide+prolunga 2mm lavora bene secondo l’esperienza di valerio

-l’accoppiata 350D+TSOAG9+raccordo M52-M48 (spessore 3mm) lavorava bene (raggiungento un valore di backfocus di poco superiore a quello di valerio

partiamo analizzando caso per caso

 

350D+T2 wide: la canon ha un backfocus dichiarato di 44mm ma se vado a misurare il T2 wide? dalla battuta della baionetta alla testa misura 19mm, se sottraggo i 5mm di filettatura di filettatura femmina ottengo 14mm che aggiunti al backfocus canon fanno 58mm

350D+T2wide+prolunga 2mm (di valerio): seguendo il ragionamento precedente arriviamo a 60mm di backfocus.. forse 61 visto che dalle foto presenti sul suo blog sembra esserci un ulteriore spazietto non avvitato del tutto tra la prolunghina e lo spianatore

350D+TSOAG9+M48-m52:  la oag con relativo raccordo misura 17mm, se sommati al backfocus canon ottengo 61mm. valore molto vicino a quello di valerio

le prove che ho fatto con la CCD senza guida fuori asse:

CCD+ruota+prolunga 7mm (backfocus 55mm): curvatura con valori prossimi al 40%

CCD+ruota+prolunga 10mm (backfocus 58mm): curvatura con valori prossimi al 30%

CCD+ruota+OAG (backfocus circa 59.5mm): curvatura con valori oscillanti tra il 20 e il 30%)

non mi resta che giocarmi l’ultima carta e provare a spingermi fino ai 61-62mm e vedere come si comporta il tutto.. certo che se uno va dietro alle specifiche della casa madre si rode il fegato per nulla.. gia di base il dato è sbagliato.. se devo spingermi 6mm oltre le specifiche della casa madre che senso ha dare un dato simile? hanno condotto test solo sulle reflex? non ho fatto test sul residuo cromatico presente con le varie accoppiate ma uno spianatore NON PUO AVERE UN VALORE DI CURVATURA DI OLTRE IL 40% rispettando il valore della casa madre.. se il valore è dichiarato al fine di migliorare il piu possibile la correzzione cromatica allora invito mamma takahashi a chiamarlo semplicemente correttore e non spianatore.

Vi terro aggiornati sugli sviluppi

Buona Serata e Cieli sereni

Quasi pronto

Posted in Astronomia, Autocostruzione, Strumentazione on maggio 16th, 2011 by Andrea Tosatto

Arrivato tutto il necessario ho quasi completato il montaggio.. il problema principale è il bilanciamento.. Ruota+oag+ccd+filtri+steeltrack pesano quasi 4kg che sulla punta dello Schmidt Newton creano non pochi problemi di bilanciamento..

Nuove features:

-ho riesumato il vecchio JMI motorfocus che con l’aggiunta di una cinghia e di una puleggia lavora egregiamente anche se è un po lentino. Mi sono documentato e in futuro potra essere utilizzato in accoppiata con un FCUSB per pilotare il fuoco direttamente dal PC

-Sistemate le viti che bloccano la cella del primario. Prima presentavano un leggero lasco che rendeva instabile qualsiasi collimazione. Adesso è perfettamente rock solid

-Aggiunta una coda di rondine piu lunga per imbragare meglio il tubo e avere piu corsa a disposizione per il bilanciamento posteriore del tubo

-Aggiunto un contrappeso da 2kg in piombo con la base scorrevole per permettere il bilanciamento altrimenti impossibile

-Aggiunto un cercatore, dopo che ho rimosso il tele guida puntavo a occhio ma era alquanto scomodo

-Rivestimento interno del tubo con vellutino per aumentare il contrasto e ridurre i riflessi

-Ricablato tutti i cavi per un montaggio/smontaggio rapido

Ringrazio Cumba per la pazienza e la disponibilità

 

ora c’è da mettere mano sul Taka FS-60 che soffre nei medesimi problemi di sbilanciamento, stavolta sul lato posteriore.. la camera CCD è veramente un macigno e accoppiata alla ruota portafiltri l’ingombro è notevole e se viene posizionata troppo vicina all’asse di DEC sbatte..

Messa a fuoco di precisione

Posted in Astronomia, Autocostruzione on ottobre 12th, 2009 by Andrea Tosatto

Dietro suggerimento di Gimmi Ratto, noto e bravissimo astroimager italiano ho realizzato insieme al mio meccanico di fiducia Cumba il sistema di messa a fuoco micrometrico per il mio teleobiettivo Sigma da 300mm.. Il problema era che non riuscivo ad avere un fuoco perfetto a causa dell’escursione ridottissima del fuocheggiatore necessaria per raggiungere quella che in gergo viene chiamata CFZ (Critical Focus Zone). Per il mio teleobiettivo questa CFZ è di soli 55micron, ovvero se sei appena l di fuori di questo piccolissimo intervallo l’immagine sara sfuocata e attorno alle stelle compare cromatismo, a mano libera e al buio è veramente un impresa e inoltre risulta impossibile raggiungere esattamente la stessa posizione di fuoco nel caso si voglia tornare sullo stesso soggetto.. Ho cosi realizzato dietro al suo suggerimento un bel sistemino che permette di fuocheggiare tramite un micrometro con precisione di 0.01mm (10 micron).. ecco alcune immagini del marchingegno:

In pratica il micrometro spinge mentre la molla tira in modo che non ci siano laschi.. Ringrazio Gimmi per la splendida idea.. stasera faro alcune prove in Halfa da casa.. speriamo bene..

Webcam con teleobiettivo

Posted in Astronomia, Autocostruzione on settembre 30th, 2009 by Andrea Tosatto

Fino a qualche tempo fa non disponevo di rifrattori corti e veloci per guidare.. le mie prime esperienze di autoguida le ho fatte con un rifrattore 60/700 cinese e una webcam non modificata.. chi ci è passato sa bene quante bestemmie comporta la centratura della stella guida.. in primis per la lunga focale che da un campo ristrettissimo e poi soprattutto perche a f14 anche la stella piu luminosa si spegne..

Avevo a disposizione un teleobiettivo acromatico da 400mm f5,6 e dopo aver letto in giro che moltissima gente guidava con focali dimezzzate rispetto al telescopio principale o addirittura di 1/3 mi sono deciso a costruire un semplice aggeggino che mi permettesse di montare la webcam al fuoco del teleobiettivo sfruttando cosi l’ottica veloce, la focale piu corta e il minor peso..

Ingredienti:
1 Tappo per canon EOS (o della marca che vi interessa)
1 Tondo in alluminio/Acciaio del diametro del fondo del tappo
1 adattatore da 31.8 per webcam
qualche vite, qualche rondella e un tornio o in alternativa trapano con punta grossa da 32mm

- Foriamo il tappo per la canon in corrispondenza del centro utilizzando la punta da 32.. in alternativa puo andare bene anche un taglio grezzo con taglierino purche non sia eccessivamente grande, l’importante è che ci passi il barilotto da 31.8
- facciamo un foro tornito (o con il trapano) nel tondo in acciaio in corrispondenza del centro, questo foro deve essere preciso e permettere al barilotto di passarci senza avere troppi laschi
- facciamo 2 fori passanti a 180° sia sul tondo in acciaio che nel tappo in plastica, serviranno per agganciare il tondo al tappo e per bloccare la webcam

una volta che abbiamo realizzato il tappo e l’abbiamo forato inseriamo il naso della webcam nel supporto e proviamo a montare l’aggeggio sul teleobiettivo SENZA FORZARE.. nel 99% dei casi non entrera perchè il naso è lungo e andra a cozzare internamente al teleobiettivo.. dovremo quindi accorciarlo in modo che non vada a sbattere contro il corpo del teleobiettivo.. il primo adattatore che ho acquistato qualche anno fa da Astrotech era in plastica quindi ben si prestava a essere sacrificato ed inoltre gli scansi laterali sono perfetti per il blocco del naso xhe ho ideato..

una volta che è stato adeguatamente accorciato con un cutter possiamo montare il tutto e cominciare a sperimentare i benefici della focale veloce con la webcam..

N.B.: Questo sistema sarebbe applicabile anche per un uso fotografico con la webcam modificata per le lunghe esposizioni, sebbene teoricamente sia possibile faccio presente che essendo il tappo in plastica potrebbe presentare dei laschi che farebbero lavorare la webcam in modo non ortogonale.. Se desiderate qualcosa di piu preciso e adatto la soluzione portebbe essere un ADATTATORE MOOG (che puo montare al suo interno anche in filtro IRCUT) oppure l’utilizzo di una baionetta ricavata dai kit macro in vendita su Ebay, già perchè è facile trovare una baionetta maschio ma non è altrettanto semplice trovare una baionetta femmina.. se desiderate cimentarvi in qualcosa di piu preciso consiglio di acquistare un kit macro di quelli in vendita per poche decine di euro su ebay e prelevare la baionetta femmina direttamente da li..

Questo aggeggio è utilissimo con i lunghi teleobiettivi che hanno la base fotografica con la vite da 1 1/4 per montarli su cavalletto.. se decidessimo di utilizzarlo con un 50mm funzionerebbe bene ugualmente ma non avremmo la base per agganciarlo al telescopio/cavalletto/testa equatoriale.. per le focali piu corte (ma ricordatevi che il sensore è pur sempre quello di una webcam) acquistare un moog adapter gia pronto all’uso. Solo un avvertimento.. MOOG è australiano quindi potrebbe volerci qualche settimana per la consegna del materiale.

Ma non è finita qui.. se ci puo stare una webcam perchè non metterci un oculare e trasformare il teleobiettivo in un teleobiettivo-scopio? lo scoglio iniziale è la profondita di fuoco troppo corta.. Infatti le baionette degli obiettivi sono studiate per lavorare con 55mm di backfocus quindi utilizzando un diagonale sarebbe impossibile raggiungere il fuoco all’infinito.. per estrarre il fuoco ho inserito nel treno ottico una barlow 2x di fronte al diagonale.. cosi da essere in grado di raggiungere correttamente il fuoco.. ho quindi predisposto un tondo in acciaio leggermente diverso in modo da poter accogliere un diagonale e una vite di blocco come potete vedere dalla foto

unico neo di questo metodo è che il diagonale dietro alla barlow funge da tiraggio e quindi equivale grosso modo a un 3x.. poco male, con un 26mm e un teleobiettivo da 300mm il campo inquadrato è di circa 1° quindi sufficente per osservazioni mordi e fuggi.. chiaramente bisognera affiancarci un cercatorino però è un buon metodo alternativo per sfruttare le nostre ottiche fotografiche..

Webcam SC3, mai camtare vittoria troppo presto..

Posted in Astronomia, Autocostruzione on luglio 9th, 2009 by Andrea Tosatto

mi pareva strano andasse tutto bene.. dopo i problemi di trasferimento dritto/rovescio che sembravano essere risolti ecco un altro problemino.. in pratica il progettista francese ha inserito un 4011 SMD a montaggio superficiale.. la scheda è si corretta ma va stampata flippata e con il rame sulla faccia superiore per far coincidere la piedinatura dell’integrato con quella del PCB..

Ok.. basette da buttare e pnp da rifare.. speriamo sia la volta buona :)

Webcam SC3: superato il primo scoglio..

Posted in Astronomia, Autocostruzione on giugno 15th, 2009 by Andrea Tosatto

Come mi è stato detto sul forum i miei problemi erano di natura termica.. il ferro era troppo caldo! cosi stasera ho fatto il secondo tentativo.. sono partito dalla seta (150°) per poi passare al cotone (200°) una volta che ho visto che cominciava ad aderire.. ho provato staccare subito il pnp ma cazz.. ancora chiazze! poi ci ho riflettuto un attimo.. la basetta è ancora calda.. cosi ho raffreddato la basetta sotto l’acqua e appena fredda ho staccato il pnp.. spettacolo!!!! perfettamente nero e aderente! un ottimo risultato!

P.S.: dopo essermi consigliato con un mio amico ho volutamente stampato la basetta al contrario in modo da avere le piste sull’altro lato.. cosi il dito freddo non rischiera di fare contatto sulle piste del circuito.. infatti cosi facendo le piste saranno sull’altro lato.. lontane da possibili contatti, tutti gli integrati invece staanno sopra come da progetto originale.. il prossimo passo: il taglio delle basette e il bagno nel ferro perclorato.. stay tuned! aggiornero questa guida passo passo!

Webcam SC3: Si comincia!

Posted in Astronomia, Autocostruzione, Strumentazione on giugno 12th, 2009 by Andrea Tosatto

Già da un po ci stavo pensando.. Circa 2 anni fa dopo le prime esperienze con la pellicola volevo passare al digitale ma i costi proibitivi sul mercato del nuovo di CCD e reflex digitali mi avevano fatto ripiegare sulle piu economiche webcam.. inizialmente per uso planetario, poi grazie a Steve Chambers ho scoperto la modifica per la lunga esposizione e quindi ho imbracciato per la prima volta il saldatore e ho modificato la mia webcam in SC1 per le lunghe esposizioni, poi un cablaggio approssimativo, uno strumento di guida non adeguato e il maltempo me l’hanno fatta mettere un po da parte.. prima di acquistare la canon ho acquistato un CCD ICX424AL-E per intraprendere la modifica SC3 con il CCD in bianco e nero da 1/3″ e termoraffreddato ma le difficolta tecniche di saldature e circuiti mi hanno fatto mettere il CCD nel cassetto cosi ho acquistato d’occasione la Vesta con CCD in Bianco e nero la canon 350D d’occasione che sono le mie compagne inseparabili..

Da qualche tempo sto valutando l’acquisto di un CCD da dedicare alla ripresa delle galassie.. La focale dei miei strumenti sembrano essere particolarmente azzeccate:

-Per gli oggetti Enormi utilizzo il Sigma 70/300 Apo che alla focale minima di 70mm mi permette di coprire un campo enorme di 18°x12 (ideale per ad esempio l’anello di barnard)
-Per gli oggetti grandi (nebulose diffuse e Sharpless) utilizzo il Sigma 300APO che mi garantisce un campo di 4°x3°
-Per gli oggetti nebulari medi (Ammassi e nebulose) utilizzo il mio meade SN6 che mi garantisce un campo di 1.5°x1°

La carenza nella mia strumentazione è riguardo agli oggetti piccoli come galassie e nebulose planetarie.. certo, potrei utilizzare la canon in virtu del suo grande campo inquadrato ma i crop non mi vanno tanto a genio e la mia location di pianura non mi consente di farla lavorare a temperature basse ed ottimali quindi risulta sempre piuttosto rumorosa inoltre la Matrice di Bayer fa perdere in sensibilita alla camera, se a questo aggiungiamo che il sensore ha metà efficenza quantica del piu scarso dei CCD in bianco e nero che c’è sul mercato ecco i motivi della mia scelta.. Il colore momentaneamente non mi interessa.. per quello c’è tempo e soprattutto ci vuole molto denaro (filtri, ruote portafiltri, tempo di acquisizione quadruplicato).. insomma, un bel casino.. non a caso le profondissime riprese del grande Danilo Pivato che ho avuto modo di conoscere personalmente sono in bianco e nero.. non vorrei spendere un capitale per ritrovarmi tra le mani con una superba camera di guida..

Inoltre alla focale che utilizzo non sono necessari CCD di grandi dimensioni.. con il piu piccolo dei CCD da 1/3 di pollice avrei un campo inquadrato di 16×22 minuti d’arco, M101 e la Nebulosa Planetaria Helix che sono le piu grandi ci starebbero giuste giuste all’interno del campo inquadrato fatta eccezione per le propagini piu esterne ma viste le dimensioni e loro luminosita potrebbero già considerarsi soggetti da reflex. Tutte le altre galassie e planetarie (fatta ovviamente eccezione per M31 e M33 che sono enormi) sono piu piccole e quindi ci starebbero comode comode nel campo di un piccolo CCD.. Ecco il motivo della mia scelta che si rivelerebbe ugualmente azzeccata se un domani dovessi passare a una focale di 1000mm.

Oggi mi trovo nella condizione di avere parecchio materiale in esubero (CCD, Peltier e tutto quello che ci va dietro) che non riesco a vendere e le mie disponibilità economiche non mi consentono di acquistare una vera camera CCD da dedicare alle galassie che tanto mi piacciono.. Una ATIK 16IC costa 500 euro.. Una Starlight HX516 minimo 3-400 nell’usato (se si trova!) e sono entrambe camere che montano il medesimo ccd che acquistai io un anno fa.. Poi sorpresa! un giorno girovagando sul web incappo in un forum francese in cui un certo Mouf ha moddato una Philips SPC900 in SC3 raffreddandola con una peltier e implementando l’amp Off di tipo direct bias.. Praticamente quello che volevo sviluppare io!!! con il vantaggio che Mouf propone un circuitino già sviluppato che comprende SC1, SC3 e direct bias

intanto si fa con quello che si ha a disposizione! I risultati poi che sono visibili nel suo sito sono molto incoraggianti in quanto alla resa della camera.. ecco qualche esempio tratto qua e la sul web di camere simili:

http://www.webastro.net/forum/showthread.php?t=30839
http://micromegas.over-blog.com/album-1343825.html
http://cabinetdeleuse.free.fr/Astrophoto/

http://astrorides.free.fr

I componenti in gran parte li ho, la resa mi pare buona.. quindi direi che è fatta.. si comincia.. Riassumo la lista degli ingredienti del mio progetto:

SPC900NC
Sensore Sony ICX424AL-E
Modifica SC3 (lunga esposizione, sostituzione CCD)
AmpOff Direct Bias (per ridurre il rumore elettrico durante le esposizioni)
Peltier 40x40mm 40W termocontrollata con dito freddo
Sensore di temperatura per monitorare la temperatura della camera
Attacco di tipo 31.8/Baionetta EOS
Alimentatore 12V da 2-3A

Per controllare la temperatura di funzionamento del CCD utilizzero uno schema elettrico scopiazzato dal sito del creatore di K3CCD oppure (ma questa soluzione è da testare) potrei utilizzare un baybus di quelli per controllare le ventole del pc in modo da poter gestire la ventola di raffreddamento e la potenza erogata dalla peltier con delle comode manopoline.
Inoltre ho scelto la soluzione naso 31.8/Baionetta EOS in modo fa poter fare qualche test anche con gli obiettivi fotografici..

Insomma.. dovrebbe essere una camera con i controcazzi seppur limitata dai suoi 8bit.. però avendo praticamente già tutto in casa per me è da considerarsi a costo zero fatta eccezione per i vari integrati che acquistero di volta in volta man mano che sviluppero il progetto.

In questo momento sono alla fase embrionale, mi sono procurato un paio di basette in rame, ferro perclorato e un paio di fogli press’n'peel.. purtroppo qui cominciano già i primi problemi, ho difficolta a trasferire il circuito sulla basetta.. Appena poggio il ferro da stiro sulla basetta il trasferibile si arriccia e si stende tutto storto.. devo trovare soluzioni alternative.. il progetto lo sto svolgendo parallelamente sul forum di astrofili.org nella sezione autocostruzione perchè ritengo che li ci siano persona realmente capaci nell’autocostruzione e che quindi mi possano dare una mano nelle fasi piu avanzate del progetto..

http://forum.astrofili.org/viewtopic.php?f=15&t=38697

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