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Quasi pronto

Posted in Astronomia, Autocostruzione, Strumentazione on maggio 16th, 2011 by Andrea Tosatto

Arrivato tutto il necessario ho quasi completato il montaggio.. il problema principale è il bilanciamento.. Ruota+oag+ccd+filtri+steeltrack pesano quasi 4kg che sulla punta dello Schmidt Newton creano non pochi problemi di bilanciamento..

Nuove features:

-ho riesumato il vecchio JMI motorfocus che con l’aggiunta di una cinghia e di una puleggia lavora egregiamente anche se è un po lentino. Mi sono documentato e in futuro potra essere utilizzato in accoppiata con un FCUSB per pilotare il fuoco direttamente dal PC

-Sistemate le viti che bloccano la cella del primario. Prima presentavano un leggero lasco che rendeva instabile qualsiasi collimazione. Adesso è perfettamente rock solid

-Aggiunta una coda di rondine piu lunga per imbragare meglio il tubo e avere piu corsa a disposizione per il bilanciamento posteriore del tubo

-Aggiunto un contrappeso da 2kg in piombo con la base scorrevole per permettere il bilanciamento altrimenti impossibile

-Aggiunto un cercatore, dopo che ho rimosso il tele guida puntavo a occhio ma era alquanto scomodo

-Rivestimento interno del tubo con vellutino per aumentare il contrasto e ridurre i riflessi

-Ricablato tutti i cavi per un montaggio/smontaggio rapido

Ringrazio Cumba per la pazienza e la disponibilità

 

ora c’è da mettere mano sul Taka FS-60 che soffre nei medesimi problemi di sbilanciamento, stavolta sul lato posteriore.. la camera CCD è veramente un macigno e accoppiata alla ruota portafiltri l’ingombro è notevole e se viene posizionata troppo vicina all’asse di DEC sbatte..

Il Secchio

Posted in Astronomia, Strumentazione on aprile 8th, 2011 by Andrea Tosatto

è vero che prevalentemente sono un fotografo ma il piccolo taka mi ha messo in una posizione paradossale.. setup affidabilissimo anche in presenza di vento.. lo monto.. programmo le pose e….. se potesse lavorerebbe anche 12ore di fila senza il minimo intoppo.. pazzesco.. durante l’ultima trasferta sul labro il tempo che ho passato davanti al pc (a parte la messa a punto iniziale) è stato di circa 10 minuti per ogni serie di foto (circa 3 ore).. durante il tempo restante ho ossrvato ad occhio nudo.. ormai è tutto l’inverno che questa storia si ripete.. che fare durante tutto quel tempo libero? aereoplanini di carta? NO.. ecco allora che mi sono procurato un secchio per sollazzarmi durante le notti solitarie.

Si tratta di un dobson Skywatcher 250mm f5 Truss.. imponente.. non avevo mai toccato con mano uno specchio di queste dimensioni.. vero che è il piccolo tra i grandi diametri ma per chi come me (a parte negli starparty) ha messo gli occhi al massimo in un 15cm (e pure poche volte) è gia tutto un altro mondo.. perchè non un 30cm? perchè un attrezzatura completa da fotografo e da visualista contemporaneamente in auto non ci stanno e a mio avviso è uno strumento ancora trasportabile (che è ben diverso da “portatile” ).. in queste serate ho osservato varie volte saturno, la trasparenza non è mai stata dalla mia ma a 200x è gia un bel vedere.. in attesa di un cielo veramente buio, trasparente e stabile  da cui battezzarlo mi godo i 200x di casa mia e mi impratichisco con il puntamento manuale..

New Entry

Posted in Astronomia, Strumentazione on febbraio 28th, 2011 by Andrea Tosatto

Eh.. i piu l’avranno gia sentita nominare.. è una brutta malattia e quando attacca c’è poco da fare..si chiama strumentite..  vi presento la new entry che mi fara compagnia per un sacco di tempo..

http://www.starlight-xpress.co.uk/SXV-H16.htm

La prima luce è imminente..

Takahashi FS-60C

Posted in Astronomia, Strumentazione on giugno 4th, 2010 by Andrea Tosatto

Sapevo che prima o poi sarebbe arrivato il momento di un rifrattore APO vero.. non immaginavo pero che si sarebbe trattato del piccolo Takahashi FS60C. Il teleobiettivo Sigma 300Apo ha svolto un lavoro egregio in questi anni e dubito che me ne separero ma ha chiaramente dei limiti perchè non è espressamente pensato per la fotografia astronomica.. Il 300Apo non andra in pensione ma il suo utilizzo sara prevalentemente per la ripresa di immagini narrow band grazie al suo rapporto molto veloce (F4). In narrow band tutti i problemini di correzione cromatica saranno risolti in quanto si opera su una singola lunghezza d’onda. Purtroppo la ripresa a colori senza filtri soffre la correzione cromatica non eccellente. Da qui la decisione di acquistare un Rifrattore Apo. Ho passato diverse settimane a valutare i piccoli 66ED cinesi o in alternativa gli 80ini cinesi ma mentre i primi avrebbero lavorato con il riduttore a 300mm circa i secondi invece avrebbero lavorato a focali intorno ai 500mm.. troppo per quello che cercavo io. La focale che volevo raggiungere doveva essere il piu vicina possibile ai 400mm. Il takino è stato un fulmine a ciel sereno.. ero prossimo a concludere per un Equinox 80 che con il riduttore sarebbe arrivato a 400mm esatti quando l’ho visto su astrosell.. un occasione.. dopo aver fatto 2 conti ho realizzato che mi sarebbe venuto a costare esattamente gli stessi soldi di un 80ED con accessori quindi ho deciso di acquistare il piccolo 60ino giapponese. Innanzitutto ringrazio Fabio Testoni, lo strumento era full optional e tenuto alla perfezione nonostante fosse stato acquistato nel 2004.. L’ho acquistato con tutti i suoi accessori compreso il preziosissimo spianatore F6.2 e riduzione micrometrica, ho dovuto aggiungere solo un Anello di raccordo per raggiugnere il fuoco e un T2 per la mia Canon.
Il mondo takahashi è una storia a se. convinto di poter sfruttare i miei accessori da 2″ mi sono dovuto scontrare con la filosofia takahashi e le loro system chart.. Il sistema è calibrato per lavorare con i suoi costosi accessori e quindi la ferraglia che avevo a disposizione in casa è praticamente inutile..

Il sistema fotografico è cosi composto:
Takahashi FS60C versione lunga
Anello di prolunga CA35
Spianatore F6.2
Anello T2 Wide

cosi facendo raggiungo il fuoco a pelo. Il fatto è che il fuocheggiatore ha una escursione di solo 27mm e quindi un raccordo sbagliato impedisce di raggiungere il fuoco. Inoltre il T2 è detto wide perchè ha un apertura maggiorata e quindi gli anelli comuni non vanno bene in quando non è possibile agganciarsi allo spianatore. A parte questi inconvenienti meccanici il tubino è veramente meccanicamente ben fatto.. il fuocheggiatore sembra un crayford ma è un pignone/cremagliera demoltiplicato.. fulido e preciso con uno shift irrisorio e un meccanismo di bloccaggio a collare che non fa variare il fuoco e impedisce qualunque spostamento del fuocheggiatore quando si è in sessione fotografica. Un gioiellino di precisione e solidita.. sono sicuro che potrei utilizzarlo tranquillamente anche con carichi di qualche chilo senza problemi.. inutile dire che con i 500 grammi della 350D lavora perfettamente..

Lo testero approfonditamente sul profondo cielo appena il cielo me lo concedera..

La mia camera CCD

Posted in Astronomia, Strumentazione on aprile 12th, 2010 by Andrea Tosatto

Dopo aver letto tantissimissime cose di qua e di la ecco che è arrivta la mia prima vera camera CCD raffreddata.. E’ un modello un po datato ma funziona egregiamente e spero di poterla provare sotto un cielo buio il prima possibile..

Starlight SXVF-M7

Si tratta di una Starlight SXVF-M7 con sensore Sony interlacciato. un po di dati tecnici:
# Sony ICX429AL ExView CCD
# Monochrome sensor
# Resolution: 752 x 580 pixels
# Pixel size 8.6µm x 8.4µm
# Imaging area: 6.3mm x 4.76mm
# Quantum Efficiency: ~70% at 540nm
# Readout Noise: <12 electrons RMS
# Full Well Capacity: 70,000e~
# Data Format: 16-bit
# Peltier-cooled up to 30°C below ambient
# Binning modes
# USB 2.0 (1.1 compatible) high-speed computer interface
# ST-4 style, guide port for optional SXV-Autoguider camera

L’ho portata a casa a un prezzo decisamente buono anche se aveva un difettino nel gain che sono riuscito a risolvere brillantemente grazie all’aiuto di Terry Platt di starlight che mi ha suggerito una piccola modifica elettronica e un firmware modificato ad hoc per far tornare la camera alla normalita.
Sono riuscito inoltre a procurarmi la serie completa di filtri LRGB+ruota portafiltri per tricromia a un prezzo veramente eccezionale.. La camera è sensibilissima.. confrontando la mia migliore immagine dall’amiata con una somma da 2 ore ca casa senza filtri i dettagli risolti sono praticamente gli stessi, forse un po piu netti nella monocromatica.. non vedo l’ora di provarla sotto un cielo buio..

intanto ecco la prima luce, si tratta di 2 ore su M101 ripresa da casa con pose da 5 minuti e il solo filtro IRCUT.. non mi pare male.. anzi..

La sua destinazione principale visto il campo inquadrato sara la ripresa di galassie e nebulose planetarie..

Aggiornamenti

Posted in Astronomia, Strumentazione on febbraio 12th, 2010 by Andrea Tosatto

NB: SONO IN CORSO AGGIORNAMENTI SUL BLOG, ALCUNE IMMAGINI POTREBBERO ESSERE MANCANTI, PORTATE PAZIENZA, CI STO LAVORANDO

Il meteo è inclemente e io ne approfitto per fare qualche upgrade al mio setup.. Ho fatto un po di lavoretti e il risultato mi sembra buono.. è giunto il momento di ufficializzare:

- Ho risolto il fastidioso problema della flessione sul Sigma 300, in pratica ho aggiunto un tappo in gomma sotto alla lente che ha la funzione di sostenere il teleobiettivo (prima era collegato solo con la vite originale). La flessione è sparita.
- Ho pure risolto il problema dei cavi che si impigliavano dappertutto. con pochi centesimi mi sono procurato una spiralina avvolgicavi.. semplicissimo, economico ed efficace.
- Portatile: è vecchiotto e quando ero in sessione zoppicava un po (Phd, Nebulosity, EQMOD, Cartes du ciel e molto altro), senza contre che 40gb di harddisk sono veramente pochissimi, per meno di 100euro complessivi ci ho messo un harddisk nuovo da 160gb, 1gb di ram, masterizzatore di DVD.. adesso è una bomba.
- E’ tornata la mia 350D!!!! peccato che ormai il succoso h-alfa invernale sia praticamente al termine :(
- Ho trovato per 40Euro un alimentatore da rete (ACK-DC20) per la 350D.. finalmente stop ai cambi batterie.. almeno da casa..
- Ho trovato per 40Euro una mezza colonna per la mia HEQ5.. quindi basta anche bestemmie quando l’oggetto transita al meridiano

Inoltre sto lavorando su:
- FlatBox da applicare sul teleobiettivo, molto semplice e a costo praticamente zero, dovrebbe essere pronta nel giro di qualche giorno, giusto il tempo che mi arrivino i LED.

Stay Tuned!!

Meade Schmidt Newton 6″ f5: riflessioni

Posted in Astronomia, Giove, Pianeti, Strumentazione on dicembre 22nd, 2009 by Andrea Tosatto

Inizialmente quando l’ho acquistato cercavo uno strumento che fosse ben corretto per il coma e con un rapporto focale veloce da utilizzare con la mia Canon 350D. Provenivo da 6 mesi di lavoro con uno Skywatcher 150/750, non ho fatto grandi cose con questo tubo ma già mi ero reso conto che quella per quanto mi riguardava era una focale ottimale e il campo inquadrato mi consentiva di fotografare un po di tutto (ammassi, nebulose, le grandi galassie) con una focale non impegnativa.. quello che proprio non riuscivo a sopportare era il coma. Quando mi sono deciso a fare il salto di qualita la scelta è stata praticamente obbligata.. Non potevo andare su diametri piu generosi senza cambiare montatura quindi ho optato per un telescopio equivalente ma basato su un diverso disegno ottico, si trattava del Meade Schmidt Newton 6” 15cm F5. Ingombri e dimensioni erano le medesime del vecchio skywatcher ma grazie alla lastra frontale il coma risultava ridotto del 50% rispetto al suo predecessore. Vedendo immagini e recensioni sulla rete mi sono subito reso conto che è un ottimo astrografo anche se ha dei difetti da sistemare per poterlo tirare al 100%.

un po di dati tecnici:

Optical Design: Schmidt-Newtonian
Clear Aperture: 6” (152mm)
Focal Length: 762mm
Focal Ratio: F5
Coatings on Sample: UHTC
OTA dimensions: 7.1”x27”
Secondary Obstruction: 2.14”, 35% by diameter, 13% by area
Primary/Secondary: Pyrex
Corrector Plate: Clear Float Glass
Focuser: 2” R&P with various adapters
QUI una recensione di Cloudy Nights

Dopo circa un anno di utilizzo tiro le somme:
- Stelle: non mi sono mai piaciuti gli spike dei newton.. sotto questo punto di vista merita un 10 e lode, se ben collimato mostra stelline piccole e rotonde
- Pesi e Ingombri: l’ingombro è lo stesso del vecchio skywatcher, anzi, misurando il tubo con il calibro è addirittura 1cm piu piccolo. Attualmente Con Tubone, 80/400 per la guida, fuocheggiatore, reflex, magzero, cavi ecc ecc il peso totale è di circa 11kg. Al limite per la mia HEQ5 ma bilanciando il tutto con cura la montatura non sbaglia un colpo e autoguida con una precisione di +-1arcosec
- il fuocheggiatore di serie.. fa cagare, è di plastica e presenta un focus shift notevole, questo shift causa spesso anche disassamenti della reflex e quindi il risultato è un immagine a fuoco a centro fotogramma e una merda ai 4 angoli.. SOSTITUZIONE DEL FUOCHEGGIATORE ASSOLUTAMENTE NECESSARIA se volete fare imaging di qualità.. se vi accontentate potete anche tenerlo, personalmente io no. Cercate di preferire fuocheggiatori che già prevedano una base adatta altrimenti la spesa potrebbe essere importante, potendo evitate i fuocheggiatori a basso profilo, il backfocus è generoso e sareste costretti a utilizzare prolunghe o a lavorare con il fuocheggiatore completamente estratto, cosa che specialmente con i crayford economici non è mai consigliabile.
- Lastra: assolutamente necessario un paraluce altrimenti vi ritroverete con la lastra appannata in pochi minuti.
- Collimazione: qui la nota dolente, l’intubazione non è all’altezza, i fori della cella frontale e del primario presentano un leggero lasco e la collimazione varia leggermente durante il trasporto, se l’esemplare in vostro possesso presenta questo difetto considerate la possibilita di trapanare il tubo per fare dei fori adatti e privi di laschi.. probabilmente è il mio esemplare a essere sfigato ma se per caso avete per le mani un tubo con lo stesso difetto fatemelo sapere. soffre molto la collimazione del secondario quindi procuratevi un cheshire per essere certi che il secondario sia li dove deve essere alla minima scollimazione si presentano schmidt ghost e coma. ad oggi non sono mai riuscito a fotografare le pleiadi e in fotografie tipo la testa di cavallo o orione è meglio curare inquadratura e posizione in modo che siano il meno invadenti possibile, ho provato tutto, portarullino, laser, cheshire.. non riesco ad ottenere una collimazione che rimuova questo difetto.. un vero peccato.. in assoluto comunque posso dire che il metodo migliore per collimare questo tipo di strumenti è il cheshire. di fatto è l’unico modo per avere una collimazione certa e oggettiva del secondario. probabilmente se avessi a disposizione una postazione fissa e il tele restasse sempre li riuscirei a risolvere questo problema ma montando e smontando il tutto è un casino.

Il suo campo di utilizzo è la fotografia Deepsky con sensori di grandi dimensioni, l’ostruzione generosa (35%), non lo rende adattissimo all’alta risoluzione ma qualche bella immagine di giove e i vari pianeti sono possibili.  Questo non vuol dire che inquadrando giove o la luna non si veda nulla.. vuol semplicemente dire che l’alta risoluzione non è il suo campo e che paragonato a un newton di uguale diametro non dara immagini della stessa qualita.

Come ovviare a questi problemi? Quelli risolvibili (a parte la collimazione) li ho già risolti.. per quando riguarda scarse prestazioni in hires e Schmidt-ghosts risolverò questo problema riciclando il mio vecchio newton da 15cm ostruito al 25% e dotandolo di un correttore di coma

[EDIT]
aggiungo un link che potrebbe interessare a chi passa di qui cercando informazioni su questo tubo, questo sito è intereamente in inglese ma è una vera e propria miniera di informazioni sui prodotti maede

http://www.weasner.com/lxd/
collimazione con oculari cheshire

[EDIT: 17/03/2010]
Alla fine credo di avercela fatta.. ci è voluto un po di lavoro ma credo di poter esclamare EUREKA! su questi semicatadiottrici la collimazione è importantissima, molto piu che in un newton.. Procediamo per punti:

- A forza di montare e smontare mi si erano spannate alcune viti che sostenevano il primario e la cella della lastra.. cosi ho smontato tutto e rifilettato per bene utilizzando delle viti di sezione piu grossa.. prima c’erano dei leggeri laschi che ora non ci sono piu e la cella resta bella ferma al suo posto..
- smontando lo specchio ho notato che c’erano dei gommini di silicone tra specchio e cella.. hai voglia a mantenere la collimazione! cosi li ho rimossi e ho rimontato lo specchio avvitando con cautela in modo da non tensionarlo.. stessa procedura per la lastra frontale che ho ricentrato usando spessori di carta e chiuso senza serrare eccessivamente le viti, tanto ci sono gli spessorini che la tengono ben centrata e ferma.
- ho lavato gli specchi che a forza di monta e smonta si erano riempiti di polvere di qualunque genere
- La collimazione poi l’ho eseguita con un oculare cheshire che mi ha dato la certezza matematica che il secondario fosse al suo posto..

CONCLUSIONI
le stelle a freccia che affliggevano le mie riprese sul perseo sono sparite e il coma si è ridotto di brutto.. sembra anche che tenga molto meglio la collimazione dopo il trasporto quasi da non necessitare ritocchi una volta rimontato.. resta solo un altro dettaglio prima di cantare vittoria.. le schmidt-ghosts.. devo provare su qualche soggetto luminoso.. l’ideale sarebbero le pleiadi..

 

[EDIT 16/05/2011]

Con l’arrivo della camera CCD e la migrazione alla guida fuori asse si sono rese necessarie ulteriori modifiche. sono riassunte qui:  http://www.andreatosatto.com/2011/05/quasi-pronto/

Problemi con autoguida..

Posted in Astronomia, Strumentazione on luglio 21st, 2009 by Andrea Tosatto

Tutto funzionava perfettamente e ora?

da un giorno all’altro l’autoguida non funziona piu.. rilevo sistematicamente un mosso in AR.. non riesco a capire se si tratti di una flessione nel sistema di guida introdotta dal nuovo portacercatore o se sia andato di matto PHD.. intanto 3 notti buttate per ottenere costantemente foto mosse..

devo togliere quel porta cercatore su cui si stanno concentrando i miei sospetti e rifare qualche altra prova.. nel frattempo ho trovato un CLS e un Halfa da 13nm entrambi CLIPON.. proprio quello che cercavo.. cosi potro testare anche i miei obiettivi fotografici con la banda stretta.. adesso l’unica cosa che mi mancherebbe sarebbe un CCD SERIO per fare autoguida senza dover disassare il teleobiettivo di guida.. tempo al tempo.. adesso incombono le ferie.. ci pensero a settembre/ottobre sperando che i prezzi calino di un bel po..

Webcam SC3: Si comincia!

Posted in Astronomia, Autocostruzione, Strumentazione on giugno 12th, 2009 by Andrea Tosatto

Già da un po ci stavo pensando.. Circa 2 anni fa dopo le prime esperienze con la pellicola volevo passare al digitale ma i costi proibitivi sul mercato del nuovo di CCD e reflex digitali mi avevano fatto ripiegare sulle piu economiche webcam.. inizialmente per uso planetario, poi grazie a Steve Chambers ho scoperto la modifica per la lunga esposizione e quindi ho imbracciato per la prima volta il saldatore e ho modificato la mia webcam in SC1 per le lunghe esposizioni, poi un cablaggio approssimativo, uno strumento di guida non adeguato e il maltempo me l’hanno fatta mettere un po da parte.. prima di acquistare la canon ho acquistato un CCD ICX424AL-E per intraprendere la modifica SC3 con il CCD in bianco e nero da 1/3″ e termoraffreddato ma le difficolta tecniche di saldature e circuiti mi hanno fatto mettere il CCD nel cassetto cosi ho acquistato d’occasione la Vesta con CCD in Bianco e nero la canon 350D d’occasione che sono le mie compagne inseparabili..

Da qualche tempo sto valutando l’acquisto di un CCD da dedicare alla ripresa delle galassie.. La focale dei miei strumenti sembrano essere particolarmente azzeccate:

-Per gli oggetti Enormi utilizzo il Sigma 70/300 Apo che alla focale minima di 70mm mi permette di coprire un campo enorme di 18°x12 (ideale per ad esempio l’anello di barnard)
-Per gli oggetti grandi (nebulose diffuse e Sharpless) utilizzo il Sigma 300APO che mi garantisce un campo di 4°x3°
-Per gli oggetti nebulari medi (Ammassi e nebulose) utilizzo il mio meade SN6 che mi garantisce un campo di 1.5°x1°

La carenza nella mia strumentazione è riguardo agli oggetti piccoli come galassie e nebulose planetarie.. certo, potrei utilizzare la canon in virtu del suo grande campo inquadrato ma i crop non mi vanno tanto a genio e la mia location di pianura non mi consente di farla lavorare a temperature basse ed ottimali quindi risulta sempre piuttosto rumorosa inoltre la Matrice di Bayer fa perdere in sensibilita alla camera, se a questo aggiungiamo che il sensore ha metà efficenza quantica del piu scarso dei CCD in bianco e nero che c’è sul mercato ecco i motivi della mia scelta.. Il colore momentaneamente non mi interessa.. per quello c’è tempo e soprattutto ci vuole molto denaro (filtri, ruote portafiltri, tempo di acquisizione quadruplicato).. insomma, un bel casino.. non a caso le profondissime riprese del grande Danilo Pivato che ho avuto modo di conoscere personalmente sono in bianco e nero.. non vorrei spendere un capitale per ritrovarmi tra le mani con una superba camera di guida..

Inoltre alla focale che utilizzo non sono necessari CCD di grandi dimensioni.. con il piu piccolo dei CCD da 1/3 di pollice avrei un campo inquadrato di 16×22 minuti d’arco, M101 e la Nebulosa Planetaria Helix che sono le piu grandi ci starebbero giuste giuste all’interno del campo inquadrato fatta eccezione per le propagini piu esterne ma viste le dimensioni e loro luminosita potrebbero già considerarsi soggetti da reflex. Tutte le altre galassie e planetarie (fatta ovviamente eccezione per M31 e M33 che sono enormi) sono piu piccole e quindi ci starebbero comode comode nel campo di un piccolo CCD.. Ecco il motivo della mia scelta che si rivelerebbe ugualmente azzeccata se un domani dovessi passare a una focale di 1000mm.

Oggi mi trovo nella condizione di avere parecchio materiale in esubero (CCD, Peltier e tutto quello che ci va dietro) che non riesco a vendere e le mie disponibilità economiche non mi consentono di acquistare una vera camera CCD da dedicare alle galassie che tanto mi piacciono.. Una ATIK 16IC costa 500 euro.. Una Starlight HX516 minimo 3-400 nell’usato (se si trova!) e sono entrambe camere che montano il medesimo ccd che acquistai io un anno fa.. Poi sorpresa! un giorno girovagando sul web incappo in un forum francese in cui un certo Mouf ha moddato una Philips SPC900 in SC3 raffreddandola con una peltier e implementando l’amp Off di tipo direct bias.. Praticamente quello che volevo sviluppare io!!! con il vantaggio che Mouf propone un circuitino già sviluppato che comprende SC1, SC3 e direct bias

intanto si fa con quello che si ha a disposizione! I risultati poi che sono visibili nel suo sito sono molto incoraggianti in quanto alla resa della camera.. ecco qualche esempio tratto qua e la sul web di camere simili:

http://www.webastro.net/forum/showthread.php?t=30839
http://micromegas.over-blog.com/album-1343825.html
http://cabinetdeleuse.free.fr/Astrophoto/

http://astrorides.free.fr

I componenti in gran parte li ho, la resa mi pare buona.. quindi direi che è fatta.. si comincia.. Riassumo la lista degli ingredienti del mio progetto:

SPC900NC
Sensore Sony ICX424AL-E
Modifica SC3 (lunga esposizione, sostituzione CCD)
AmpOff Direct Bias (per ridurre il rumore elettrico durante le esposizioni)
Peltier 40x40mm 40W termocontrollata con dito freddo
Sensore di temperatura per monitorare la temperatura della camera
Attacco di tipo 31.8/Baionetta EOS
Alimentatore 12V da 2-3A

Per controllare la temperatura di funzionamento del CCD utilizzero uno schema elettrico scopiazzato dal sito del creatore di K3CCD oppure (ma questa soluzione è da testare) potrei utilizzare un baybus di quelli per controllare le ventole del pc in modo da poter gestire la ventola di raffreddamento e la potenza erogata dalla peltier con delle comode manopoline.
Inoltre ho scelto la soluzione naso 31.8/Baionetta EOS in modo fa poter fare qualche test anche con gli obiettivi fotografici..

Insomma.. dovrebbe essere una camera con i controcazzi seppur limitata dai suoi 8bit.. però avendo praticamente già tutto in casa per me è da considerarsi a costo zero fatta eccezione per i vari integrati che acquistero di volta in volta man mano che sviluppero il progetto.

In questo momento sono alla fase embrionale, mi sono procurato un paio di basette in rame, ferro perclorato e un paio di fogli press’n'peel.. purtroppo qui cominciano già i primi problemi, ho difficolta a trasferire il circuito sulla basetta.. Appena poggio il ferro da stiro sulla basetta il trasferibile si arriccia e si stende tutto storto.. devo trovare soluzioni alternative.. il progetto lo sto svolgendo parallelamente sul forum di astrofili.org nella sezione autocostruzione perchè ritengo che li ci siano persona realmente capaci nell’autocostruzione e che quindi mi possano dare una mano nelle fasi piu avanzate del progetto..

http://forum.astrofili.org/viewtopic.php?f=15&t=38697

Stay Tuned

Ultime Novità…

Posted in Astronomia, Strumentazione on dicembre 17th, 2008 by Andrea Tosatto

Il maltempo imperversa.. e la strumentite pure.. dopo la Modifica Canon altri nuovi amichetti si sono aggiunti al mio parco strumentale..

1) Meade SN6: Sostanzialmente la differenza in termini di diametro rispetto al mio attuale Newton è irrisoria, anzi, è praticamente equivalente. Il campo inquadrato sull APS come per il precedente newton è di circa 1.7°x1,13° mentre con la pellicola (che credo sfruttero con profitto con questo tubo) cresce a 2,55°x1x70°. Quello che cambia è lo schema ottico che è uno Schmidt-Newton quindi un Newton con una lastra correttrice di schmidt che riduce del 50% il coma su tutto il campo. Cio che mi ha spinto a cambiare tubo oltre al coma ridotto è stato il focheggiatore da 2″ che viste le generose dimensioni del secondario dovrebbe permettermi di avere un campo totalmente illuminato sul sensore APS della canon ed anche sul full frame a pellicola. Insomma uno strumentino che non vedo l’ora di poter testare approfonditamente.. ecco le specifiche del tubo:

Optical Design: Schmidt-Newtonian
Clear Aperture: 6” (152mm)
Focal Length: 762mm
Focal Ratio: F5
Coatings on Sample: UHTC
Secondary Obstruction: 2.14” (54.3mm) , 35% by diameter, 13 by area
Primary/Secondary: Pyrex
Corrector Plate: Clear Float Glass
Focuser: 2” R&P with various adapters

una recensione completa dello strumento la trovate qui

Meade SN6. Ovviamente ho acquistato solo il tubo

2) Sigma APO 300mm f4: Questo teleobiettivo molto veloce mi sara utilissimo per la ripresa in parallelo di oggetti molto estesi come ad esempio la NordAmerica o la cuore oppure la rosetta infatti il suo campo inquadrato con la canon è di 4.3°x2.85 e unito al suo rapporto focale molto veloce mi consentira riprese abbastanza profonde.

3) Dulcis in fundo.. ho acquistato una motorizzazione JMI per il focheggiatore.. adesso direi che la mia strumentazione ha tutte le carte in regola per sfornare le mie piccole e modeste opere d’arte.. adesso non ho piu scusanti.. E’ tutto nelle mie mani, basta saper usarlo.. :)

Credo al momento che la strumentazione sia arrivata al suo livello definitivo.. non dovrebe esserci altro da aggiungere.. anche perchè non posso comprare strumenti all’infinito senza fare uscite osservative.. non sono mica un collezionista :) possiedo una buona gamma di focali e di strumenti per la ripresa.. Adesso manca solo il cielo sereno e tante tante tante foto :)

Ecco una simpatica vignetta che riassume il mio rapporto con il meteo :)