Meade Schmidt Newton 6″ f5: riflessioni

Inizialmente quando l’ho acquistato cercavo uno strumento che fosse ben corretto per il coma e con un rapporto focale veloce da utilizzare con la mia Canon 350D. Provenivo da 6 mesi di lavoro con uno Skywatcher 150/750, non ho fatto grandi cose con questo tubo ma già mi ero reso conto che quella per quanto mi riguardava era una focale ottimale e il campo inquadrato mi consentiva di fotografare un po di tutto (ammassi, nebulose, le grandi galassie) con una focale non impegnativa.. quello che proprio non riuscivo a sopportare era il coma. Quando mi sono deciso a fare il salto di qualita la scelta è stata praticamente obbligata.. Non potevo andare su diametri piu generosi senza cambiare montatura quindi ho optato per un telescopio equivalente ma basato su un diverso disegno ottico, si trattava del Meade Schmidt Newton 6” 15cm F5. Ingombri e dimensioni erano le medesime del vecchio skywatcher ma grazie alla lastra frontale il coma risultava ridotto del 50% rispetto al suo predecessore. Vedendo immagini e recensioni sulla rete mi sono subito reso conto che è un ottimo astrografo anche se ha dei difetti da sistemare per poterlo tirare al 100%.

un po di dati tecnici:

Optical Design: Schmidt-Newtonian
Clear Aperture: 6” (152mm)
Focal Length: 762mm
Focal Ratio: F5
Coatings on Sample: UHTC
OTA dimensions: 7.1”x27”
Secondary Obstruction: 2.14”, 35% by diameter, 13% by area
Primary/Secondary: Pyrex
Corrector Plate: Clear Float Glass
Focuser: 2” R&P with various adapters
QUI una recensione di Cloudy Nights

Dopo circa un anno di utilizzo tiro le somme:
– Stelle: non mi sono mai piaciuti gli spike dei newton.. sotto questo punto di vista merita un 10 e lode, se ben collimato mostra stelline piccole e rotonde
– Pesi e Ingombri: l’ingombro è lo stesso del vecchio skywatcher, anzi, misurando il tubo con il calibro è addirittura 1cm piu piccolo. Attualmente Con Tubone, 80/400 per la guida, fuocheggiatore, reflex, magzero, cavi ecc ecc il peso totale è di circa 11kg. Al limite per la mia HEQ5 ma bilanciando il tutto con cura la montatura non sbaglia un colpo e autoguida con una precisione di +-1arcosec
– il fuocheggiatore di serie.. fa cagare, è di plastica e presenta un focus shift notevole, questo shift causa spesso anche disassamenti della reflex e quindi il risultato è un immagine a fuoco a centro fotogramma e una merda ai 4 angoli.. SOSTITUZIONE DEL FUOCHEGGIATORE ASSOLUTAMENTE NECESSARIA se volete fare imaging di qualità.. se vi accontentate potete anche tenerlo, personalmente io no. Cercate di preferire fuocheggiatori che già prevedano una base adatta altrimenti la spesa potrebbe essere importante, potendo evitate i fuocheggiatori a basso profilo, il backfocus è generoso e sareste costretti a utilizzare prolunghe o a lavorare con il fuocheggiatore completamente estratto, cosa che specialmente con i crayford economici non è mai consigliabile.
– Lastra: assolutamente necessario un paraluce altrimenti vi ritroverete con la lastra appannata in pochi minuti.
– Collimazione: qui la nota dolente, l’intubazione non è all’altezza, i fori della cella frontale e del primario presentano un leggero lasco e la collimazione varia leggermente durante il trasporto, se l’esemplare in vostro possesso presenta questo difetto considerate la possibilita di trapanare il tubo per fare dei fori adatti e privi di laschi.. probabilmente è il mio esemplare a essere sfigato ma se per caso avete per le mani un tubo con lo stesso difetto fatemelo sapere. soffre molto la collimazione del secondario quindi procuratevi un cheshire per essere certi che il secondario sia li dove deve essere alla minima scollimazione si presentano schmidt ghost e coma. ad oggi non sono mai riuscito a fotografare le pleiadi e in fotografie tipo la testa di cavallo o orione è meglio curare inquadratura e posizione in modo che siano il meno invadenti possibile, ho provato tutto, portarullino, laser, cheshire.. non riesco ad ottenere una collimazione che rimuova questo difetto.. un vero peccato.. in assoluto comunque posso dire che il metodo migliore per collimare questo tipo di strumenti è il cheshire. di fatto è l’unico modo per avere una collimazione certa e oggettiva del secondario. probabilmente se avessi a disposizione una postazione fissa e il tele restasse sempre li riuscirei a risolvere questo problema ma montando e smontando il tutto è un casino.

Il suo campo di utilizzo è la fotografia Deepsky con sensori di grandi dimensioni, l’ostruzione generosa (35%), non lo rende adattissimo all’alta risoluzione ma qualche bella immagine di giove e i vari pianeti sono possibili.  Questo non vuol dire che inquadrando giove o la luna non si veda nulla.. vuol semplicemente dire che l’alta risoluzione non è il suo campo e che paragonato a un newton di uguale diametro non dara immagini della stessa qualita.

Come ovviare a questi problemi? Quelli risolvibili (a parte la collimazione) li ho già risolti.. per quando riguarda scarse prestazioni in hires e Schmidt-ghosts risolverò questo problema riciclando il mio vecchio newton da 15cm ostruito al 25% e dotandolo di un correttore di coma

[EDIT]
aggiungo un link che potrebbe interessare a chi passa di qui cercando informazioni su questo tubo, questo sito è intereamente in inglese ma è una vera e propria miniera di informazioni sui prodotti maede

http://www.weasner.com/lxd/
collimazione con oculari cheshire

[EDIT: 17/03/2010]
Alla fine credo di avercela fatta.. ci è voluto un po di lavoro ma credo di poter esclamare EUREKA! su questi semicatadiottrici la collimazione è importantissima, molto piu che in un newton.. Procediamo per punti:

– A forza di montare e smontare mi si erano spannate alcune viti che sostenevano il primario e la cella della lastra.. cosi ho smontato tutto e rifilettato per bene utilizzando delle viti di sezione piu grossa.. prima c’erano dei leggeri laschi che ora non ci sono piu e la cella resta bella ferma al suo posto..
– smontando lo specchio ho notato che c’erano dei gommini di silicone tra specchio e cella.. hai voglia a mantenere la collimazione! cosi li ho rimossi e ho rimontato lo specchio avvitando con cautela in modo da non tensionarlo.. stessa procedura per la lastra frontale che ho ricentrato usando spessori di carta e chiuso senza serrare eccessivamente le viti, tanto ci sono gli spessorini che la tengono ben centrata e ferma.
– ho lavato gli specchi che a forza di monta e smonta si erano riempiti di polvere di qualunque genere
– La collimazione poi l’ho eseguita con un oculare cheshire che mi ha dato la certezza matematica che il secondario fosse al suo posto..

CONCLUSIONI
le stelle a freccia che affliggevano le mie riprese sul perseo sono sparite e il coma si è ridotto di brutto.. sembra anche che tenga molto meglio la collimazione dopo il trasporto quasi da non necessitare ritocchi una volta rimontato.. resta solo un altro dettaglio prima di cantare vittoria.. le schmidt-ghosts.. devo provare su qualche soggetto luminoso.. l’ideale sarebbero le pleiadi..

 

[EDIT 16/05/2011]

Con l’arrivo della camera CCD e la migrazione alla guida fuori asse si sono rese necessarie ulteriori modifiche. sono riassunte qui:  http://www.andreatosatto.com/2011/05/quasi-pronto/

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