Takahashi FS-60CB – Dal 2010 a Oggi

Inizio questa cronaca con la frase di chiusura.. prendetevi 15 minuti e leggetelo tutto perchè qui si sviscerano problematiche e aspetti tecnici di uno strumento da molti definito come perfetto, da altri come una merdina:

“Se dovessi valutare quest’ottica oggi dopo aver affrontato e risolto questi problemi gli darei un 10- perchè in fin dei conti i risultati parlano da soli.. tuttavia assegno il “-” solo perchè con migliaia di FS60 in giro credo che ben pochi si siano sbattuti quanto me, e se l’hanno fatto hanno tenuto i SEGRETI tutti per loro.. Spero che questo lungo articolo possa essere d’aiuto per qualcun altro e che magari possa dare spunto a qualche astrofilo magari in difficoltà con la sua strumentazione attuale.”

L’unico rammarico è di non avere foto del primo periodo.. perse chissa dove tra i vari passaggi di cellulari.. quindi dovrò usare qualche foto di catalogo..

TAKAHASHI FS-60CB

Scheda Tecnica:

Spec.

FS-60CB

Optical design Fluorite Doublet
Optical mounting Air spaced (Fluorite in front)
Optical coatings Fully Multi-Coated
Aperture 60mm

Standard f5,9

Focal length 355mm
Focal ratio F/5.9
Resolution 1.9″
Limiting magnitude 10.7
Light grasp 73x
Image circle NA
Photo field NA
Backfocus length 162.0mm

With flattener f6,2

Focal length 374mm
Focal ratio F/6.2
Image circle NA
Photo field NA
Backfocus length 56mm

With focal reducer f4,4

Focal length 264mm
Focal ratio F/4.4
Image circle NA
Photo field NA
Backfocus length 56mm

With C2X Extender f11,8

Focal length 710mm
Focal ratio F/11.8
Image circle NA
Photo field NA

Possiedo questo strumento da Maggio 2010.. è stato il mio primo e unico rifrattore apo.. mi ricordo di averlo acquisato da un utente di astrosell.. ancora quando c’era il vecchio astrosell.. diciamo prima che diventasse un social con i commenti.. sono andato a ritirarlo a mano in zona verone o vicenza se non ricordo male.. quando lo vidi la prima volta nonostante fosse di seconda mano era perfetto.. non un graffio.. C’era tutto, spianatore, fuocheggiatore con demoltiplica.. un tubo un po piu corto, l’anello.. e con tutti i suoi accessori in scatolina originale.. fantastico.. arrivando da strumenti un po piu grazzi è stato un bell’impatto..  è statobellissimo finche non sono arrivato a casa.. lo monto su una eq2 e sorpresa.. con il diagonale non va a fuoco.. si avvicina ma non ci arriva.. il tubo è troppo lungo.. smonto tutto, accendo il pc e realizzo che è un inferno di raccordi, fatti su misura, tutto personalizzati e che cazz.. ok, il tubo piu corto c’era.. ma speravo di non doverlo subito smontare appena arrivato a casa..

Mecanical specifications

Longitudinal view (distance in mm)

Takahashi FS-60CB longitudinal view

 

Spec.

FS-60CB

Tube length 440mm
Tube diameter / with dew tube 80mm / 80mm
Tube weight 1.3kg

BENVENUTO IN TAKAHASHI

La storia del mio strumento è un po come una lunga storia di amore odio.. l’ottica è buona, meccanicamente in questi anni ha avuto bisogno di un pesante restyling a tutti i livelli, soprattutto quando sono passato dalla reflex al CCD le tolleranze si sono fatte un po piu strette e gli upgrade sono stati piu importanti, ma facciamo un po di cronostoria

LA PRIMA CONFIGURAZIONE: L’era della Reflex

Questa è la configurazione di default, guidata in parallelo in groppa a un acro 80/400.

Vediamo un po gli accessori necessari per utilizzare la configurazione fotografica base:

6. CAA (TKA21200): E’ il rotatore di camera, molto utile per ruotare la camera senza variare il fuoco, siccome è costosetto in alternativa si puo utilizzare l’anello CA35 che ha gli stessi ingombri e filettature (82.TKA20583)

80. Spianatore f6.2 (TKA20582) oppure 18 Riduttore f4.4 (TKA20580B): per entrambi il backfocus richiesto è di 56mm

33. Wide T-Mount: E’ una baionetta appositamente dedicata, ha un apertura piu ampia e presenta una filettatura femmina M52x0.75 e teoricamente dovrebbe raggiungere il backfocus esatto di 56mm

In alcuni casi potrebbe essere necessario acciungere un secondo anello CA35 altrimenti c’è il rischio di non riuscire a raggiungere il fuoco.

Fin da subito mi sono reso conto nonostante i perfetto rispecchio della chart il campo non era perfettamente piano.. ma fuocheggiando non proprio al centro, diciamo a 3/4 del campo si otteneva un campo tutto sommato abbastanza buono e corretto.. E per me all’epoca piu che accettabile, inoltre abbinato alla 350D il fuocheggiatore reggeva alla grande ed anche la fuocheggiatura era precisa e ottima.. Il campo inquadrato con la reflex era di circa 2°x3,5°.

Link al post delle mie prime impressioni

LA SECONDA CONFIGURAZIONE: L’era della Fuori Asse

Avere il doppio tubo a sbalzo era scomodo soprattutto perchè il tubo che usavo per guidare era piu grosso del piccolo Taka e ai tempi dovevo fare dentro e fuori dal giardino un po tutte le sere.. leggendo qua e la avevo appreso dell’esistenza delle guide fuori asse e li ebbi un intuizione.. Un po tutti ne sbandieravano i difetti di non trovare stelle ecc.. ma Confrontando le focali del fs 60 e dell’acro notai che erano praticamente identiche.. Quindi se con la Magzero becco stelle nel telescopio guida, perche non avrei dovuto trovarle anche sulla fuori asse? All’epoca era uscita da poco e la presi:

Teleskop Service OAG9

Il vantaggio di questa sottilissima guida fuori asse era di essere modulare e quindi mi feci tornire un raccordo da M48(Maschio) –> M52x0.75 (Femmina) per farla avvitare direttamente allo spianatore senza dover ricorrere a ulteriori accessori. Questo raccordo era lungo 3 mm e di fatto mi allontanava dal metalback iniziale anche se ad essere sincero il trucco del fuocheggiare a 3/4 restituiva ugualmente un campo decentemente spianato. Inoltre il tutto era cosi compatto che era quasi sembrava fatto su misura da tanto vicini erano oag, reflex e camera di guida.

La cosa piu bella era che funzionava.. e pure molto bene. Come avevo previsto, la magzero si confermava sensibile a sufficenza e di stelle ne ho sempre trovate anche grazie alla focale molto corta del rifrattore, quindi optai per rimuovere l’acro di guida e di andare solo con il Taka.  Tutta quella trasportabilità era una manna.. mi bastava un solo contrappeso..

Sfruttai veramente a fondo questa configurazione, Facevo RGB dalla montagna e narrow dalla pianura.. Era veramente affidabile. In quel periodo le fotografie si susseguirono.. è stato l’anno che sono andato a fare l’astrocamping sul montelabro, li ebbi l’ulteriore riprova che il tutto era solido.. una notte c’è stato forte vento.. tanto da dover rinunciare alla tenda e mettermi in macchina.. Beh nonostante i fili che sbattevano sulla mezza colonna ha ripreso tutta la sequenza senza sbagliare un frame.. Inoltre otticamente mi dava veramente soddisfazione..

Il telescopio a mio avviso cosi configurato puo regalare veramente un esperienza al top del rapporto qualita/prestazioni/trasportabilità. Se dovessi consigliare a un possessore di reflex un setup semplice da gestire e trasportabile in ogni situazione consiglierei sicuramente questa combinazione.

LA TERZA CONFIGURAZIONE: L’era del CCD

Le cose si evolvono.. e gli acquisti si susseguono.. mi ha sempre appassionato la storia delle webcam modificate, con la possibilità di avere un sensore in bianco e nero e la lunga esposizione.. Ho modificato varie SPC900 e possedevo una Vesta, Mi ha sempre intrippato la possibilità di poter avere un ccd a una frazione del costo senza la complessità della prima versione del CCD UAI. Non avevo le competenze per affrontare un lavoro del genere ma per qualche filo e saldatura sulle webcam me la cavavo. Ho fatto un bel po di Narrow con la 350D ma vedevo che i risultati per quanto apprezzabili erano sempre poco definiti e rumorosi.. Ebbi l’occasione di acquistare una Starlight SXVF-M7, una ruota atik manuale e un set rgb astronomik e un halfa da 12nm

Sebbene l’avessi presa principalmente per usarla sul Maede volli anche fare qualche prova sul rifrattore. Il campo inquadrato non era molto ampio, inoltre la bassa risoluzione di 750×580 non permetteva i ritocchi a cui ero abituato con la reflex.. Il tutto si riduceva a una semplice calibrazione dell’immagine. Sul Meade potevo almeno estrarre qualche dettaglio.. ma quella camera non era adatta al Takahashi, stelle che erano hotpixel, specialmente in halfa. Familiarizzai con il campionamento e realizzai che avevo bisogno di un sensore piu grande per poterlo sfruttare adeguatamente.

Sh2-112 con FS60 e Starlight SXVF-M7 – Halfa

Poi mi si prospettò l’occasione di un upgrade, una starlight SXVF-H16 in bianco e nero. Ne ero cosi entusiasta che decisi di abbinarci anche la ruota portafiltri mototizzata starlight e la relativa guida fuori asse..

Ma il CCD necessita di molta piu precisione.. non è esattamente come la reflex che ha un sacco di megapixel e poi riscali al 30-50%, con il CCD lavori al 100% e le tolleranze piu strette, i difetti si vedono tutti ed essendo molto piu pesante il fuocheggiatore ha cominciato a flettere dando stelle non omogenee e flat che non rispecchiavano le effettive condizioni di ripresa e calibravano con  pesanti gradienti.. la solidità dello Steeltrack sul Maede mi fece realizzare quasi subito che un fuocheggiatore stock per quanto raffinato non puo farcela. Fu evidente che anche il fuocheggiatore del Taka non era all’altezza e andava aggiornato. Il prezzo pagato fu salato ma ben speso: Starlight Instruments Feather Touch FT-2025BCR.

LA QUARTA CONFIGURAZIONE: L’era della meccanica

Scelsi questo modello perche a catalogo esisteva una flangia apposita che consentiva di attaccarlo al taka senza la necessitá di rivolgersi al faidate (il codice articolo è A20-302)

tuttavia dovetti anche ripensare all innesto della camera ccd perchè con il fuocheggiatore stock lo spianatore si avvitava direttamente mentte sul feather touch era necessario un naso da 2″, anche qui esisteva fortunatamente un accessorio takahashi, pagato caro perchè originale ma sicuramente qualche tornitore ve lo puo realizzare a una frazione del costo perchè in fin dei conti resta pur sempre un semplice naso da 2″

Fin dalle prime sessioni era comunque evidente che le flessioni erano sparite ma il campo inquadrato era tuttaltro che piano, anzi l elongazione delle stelle a bordo campo era irregolare e piu pronunciata in quello in basso, in particolare in basso a sinistra.. c era sicuramente qualcos altro da sistemare..
I pochi che hanno seguito il mio blog avranno sicuramente letto i post in cui disquisivo sul backfocus e delle varie misurazioni. Durante questo periodo ho commesso 2 errori abbastanza banali:
1) il calcolo della distanza metalback tra spianatore
2) fidarmi ciecamente delle specifiche dei produttori

Sugli accessori per fs60 il conteggio parte dalla fine della filettatura maschio del fuocheggiatore e non dall inizio come invece nel Baader MPCC.. questo indusse nei calcoli del metalback un errore immediato di 4mm.. quindi il treno oag-ruota-ccd che credevo misurasse 59.5mm in realtá ne misurava 55.5.

Quando mi resi conto dell errore grossolano decisi arbitrariamente che il metalback era corretto (tutta la documentazione online parla di 56mm, dai conti fatti ero a 55.5) e che non andava piu toccato. La causa doveva essere altrove.

Leggendo qua e la incappai in una discussione su cloudynights in cui un utente lamentava flessioni del tubo che non gli permettevano di lavorare bene con la sua Stl11000. Sostituii quindi la fascia portatubo con una coppia di anelli CNC, questa configurazione aveva il vantaggio di poter installare superiormente il telescopio di guida e volendo di poter escludere la guida fuori asse.

Escludendo le sezioni che avevo gia rimaneggiato e migliorato i candidati erano:
-un ottica scollimata
-ccd scollimato
L ottica scollimata avrebbe richiesto di mandare il doppietto presso dei tecnici per qualche tempo.. tuttavia il rischio era di non risolvere il problema perche parte della colpa poteva essere imputabile alla camera ccd. Infatti notai che sulla testata della camera erano presenti dei grani di collimazione. Decisi quindi di lavorare sul tilt del ccd che era l unico aspetto che potevo curare personalmente in quanto era necessario un rudimentale banchetto e un puntatore laser verde.

Dovetti lavorarci un po perche la documentazione era praticamente assente e mal illustrata ma dopo diversi tentativi raggiunsi un risultato accettabile.  Questo video lo scaricai da un blog di un astrofilo straniero, purtroppo quel blog non è piu raggiungibile ma a lui vanno tutti i crediti

Anche se la curvatura era migliorata e piu omogenea restava ugualmente presente. Prima di mandare l ottica in assistenza decisi che dovevo essere certo che il backfoxus fosse correttamente impostato. Durante la collimazione della camera ccd mi resi conto che agendo sulle viti di collimazione potevo allungare o accorciare il metalback poteva variare di un paio di mm in funzione di come veniva collimata.
Quindi possibile che i 17.5mm previsti da specifica starlight xpress non fossero esattamente 17.5 mm? Perche nei vari forum si diceva che era in grado di spianare una STL11000 e io avevo un campo con una curvatura evidente gia a 11mm dall asse ottico? Casualmente girovagando su Teleskop service sono incappato in questa immagine..

troppo lontano

troppo vicino

Non era per il mio spianatore ma ricordavo di aver notato quell effetto! L’anno prima avevo fatto alcuni test con dei raccordi t2 e quella strana forma delle stelle l’avevo vista. Forse questa regoletta era applicabile anche al mio. Allora era possibile che il problema fosse proprio il backfocus che avevo sempre considerato ESATTO, avevo quindi un punto di riferimento visivo per poter valutare le immagini senza limitarmi ai soli numeri di CCD Inspector!
Altrettanto casualmente sono capitato ulla pagina flickr di un utente che asseriva di essere riuscito a spianarlo su una QSI 583 con un backfocus di 60mm..

Takahashi FS-60C CCD Inspector 3d

Takahashi FS-60C Corner Mosaic
Mi procurai un set di spaziatori da TS di varie dimensioni per sperimentare direttamente sul campo la spaziatura ideale a partire dalla situazione di base che teoricamente misurava 55.5mm.. gli spessori erano da 0,3 – 0,5 – 1 – 1.5mm.. in un numero tale da permettermi di coprire un escursione di circa 5mm.

Anelli spaziatori di TS

gia aggiungendo il primo millimetro la situazione mi parve subito migliorare anche se i continui avvita – svita la camera puntualmente la scollimavano leggermente quindi le prove sono state un po lunghe e laboriose perchè il ciclo prevedeva:

Smontaggio Camera – Aggiunta spessore – check collimazione camera – eventuale rifinitura collimazione – prova sul cielo

Questo inizio 2016 è stato tutt’altro che favorevole metereologicamente parlando e i test si sono protratti durante le poche sere buone a cavallo tra gennaio, febbraio e marzo. Tuttavia al raggiungimento dei 58mm teorici i frame divennero perfetti, senza la necessita di fuocheggiare a 3/4 del frame, semplicemente fuocheggiando al centro. Anche la correzione cromatica era perfetta con discostamenti minimi dell HFR al cambio di filtro e senza toccare la messa a fuoco.. Finalmente il traguardo è stato raggiunto!

LA CONFIGURAZIONE FINALE: Stato dell’Arte

6 anni che possiedo questo tubino, 6 anni che ci bestemmio, 6 anni che ogni volta che vedo un FSQ su astrosell sono tentato di comprarlo, ma alla fine ce l’ho fatta. Ho reso l’FS-60 un perfetto Astrografo Apocromatico per i larghi campi CCD.

Al di là dei miglioramenti funzionali e meccanici che ho finora illustrato anche tutta la strumentazione intorno si è evoluta e l’esigenza di renderlo quanto piu pratico e trasportabile possibile mi ha fatto implementare diversi accorgimenti nei cablaggi e nell’attrezzatura complementare. La situazione attuale è la seguente:

Guida: attualmente si puo guidare con 2 sistemi, Fuori asse oppure in parallelo con un cercatore Maede 50/180. Il motivo di questo doppio sistema è che in alcune situazioni (ad esempio la ripresa di comete) puo essere comodo guidare sul soggetto al centro del campo, in altre invece puo essere comodo avere il jolly della fuori asse ad esempio nel caso di forte umidità che appanna le lenti del cercatore che essendo senza paraluce tende ad appannarsi piuttosto facilmente e non è previsto un sistema di fasce anticondensa.

Fuocheggiatore: Al Feather Touch FT2025BCR è stato abbinato un kit stepper USB-Focus che permette la messa a fuoco precisa e la compensazione della temperatura. Con i driver ascom si puo facilmente abbinare a un software di messa a fuoco come focusmax o quello integrato in sequence generator.

Cablaggi: Quando hai Fuocheggiatore, 2 camere di guida, CCD, Ruota portafiltri e in aggiunta tutte le relative alimentazioni il cablaggio di tutti i cavi usb puo diventare un grosso problema. Ho risolto acquistando un Hub USB alimentato EWENT che ho installato direttamente sulla camera CCD. Cosi facendo i cavi da gestire sono tutti relativamente corti (20-40cm) e in uscita dall’hub ho solo un singolo cavo USB e un alimentazione eliminando grossa parte dei cavi a penzoloni che caratterizzano un po tutte le attrezzature astronomiche. Chiaramente le alimentazioni restano sono passato da 5 usb e 2 alimentazioni a 1 usb e 2 alimentazioni.. decisamente tutto piu semplice e il cavo riesce ad essere sufficentemente flessibile da non rompere le scatole durante le sessioni.

Software: Ho sempre utilizzato nebulosity e PHD per riprendere. In fin dei conti dovendo eseguire tutte le operazioni manualmente non avevo bisogno di software particolarmente complessi. Poi con l’arrivo della messa a fuoco e del plate Solving le esigenze si sono moltiplicate e ho trovato ottimo Sequence Generator Pro che puo gestire e automatizzare l’attrezzatura al 100%. Attualmente sono alle prime settimane di utilizzo ma ho gia realizzato che diventeremo ottimi amici 🙂

Montatura: non si tratta di un vero e proprio Upgrade ma ho preso la decisione che la HEQ5 resterà sposata con il piccolo TAKA. è trasportabilissima, regge il telescopietto con un buon margine e finora non mi ha mai deluso. Quando penserò a uno strumento piu grande penserò anche ad un altra montatura ma al momento è il match perfetto per l’ottica che ho perfezionato negli anni.

TIRANDO LE SOMME

Questi anni di tentativi mi hanno permesso di imparare moltissime cose sulla mia attrezzatura e di perfezionare il mio modus operandi. A chi si dovesse trovare in una situazione simile alla mia mi permetto di elencare qualche consiglio.. per evitare di svendere quello che magari è una buona ottica ma magari con una meccanica non all’altezza:

– Una buona ottica è una buona ottica, ma se il contorno è di qualità mediocre per forza di cose i risultati che otterremo saranno mediocri.

– La meccanica prima di tutto! come si evince da questo lungo racconto l’unico componente che non è mai stato sfiorato anche se per un periodo è stato uno dei sospettati principali è stato proprio il doppietto. Una buona meccanica ha risolto tutti i problemi. Guardate sempre con estremo sospetto tutto cio che non è Fisso, Pesante o di Plastica. Potrebbe essere il prossimo componente da sostituire.

– Controllate tutto! un telescopio è il mix di una manciata di componenti, come una catena che è forte quanto l’anello piu debole, anche il telescopio sarà tanto preciso quanto il pezzo meno preciso. Leggetevi le leggi di Murphy e verificatele sul campo.

– Non fidatevi delle specifiche: Studiatevi i disegni tecnici ma solo una prova sul campo puo fugare ogni dubbio.

– Imparate a gestire in vostro setup! Non ha senso cambiare strumenti ogni 6 mesi.. non imparerete nulla, anzi, i problemi al crescere della complessità diventeranno proporzionalmente piu grandi, quindi meglio affrontarli quando sono piccoli e facili da gestire facendo esperienza. Quando la strumentazione crescerà  li saprete riconoscere ed affrontare piuttosto che non sapere dove sbattere la testa con 15000Euro di attrezzatura a 2 metri di focale o magari a f2.8.

Se dovessi valutare quest’ottica oggi dopo aver affrontato e risolto questi problemi gli darei un 10- perchè in fin dei conti i risultati parlano da soli.. tuttavia assegno il “-” solo perchè con migliaia di FS60 in giro credo che ben pochi si siano sbattuti quanto me, e se l’hanno fatto hanno tenuto i SEGRETI tutti per loro.. Spero che questo lungo articolo possa essere d’aiuto per qualcun altro e che magari possa dare spunto a qualche astrofilo magari in difficoltà con la sua strumentazione attuale.

Tirando le somme, se qualcuno volesse replicare il mio setup e renderlo operativo al 100% dovendo rivolgersi su strumentazione nuova alla data odierna (Marzo 216) dovrebbe acquistare quanto segue:

Takahashi Fs-60C OTA € 764

Spianatore F6.2 € 182

Barra coda di rondine VIXEN € 30

Starlight Instruments Feather Touch FT2025BCR € 546

Flangia di collegamento Feather Touch-FS60 € 100

Motorizzazione USB-FOCUS e flange Feather Touch € 338

Anelli spessori e raccordi per il ccd: € 150

TOTALE: €2110

Montatura e Camera CCD sono ovviamente da conteggiare a parte. Il vantaggio è che tutto il blocco del fuocheggiatore potrebbe essere in un futuro (remoto) spostato in blocco su un altro telescopio.

Sicuramente non poco per un 60ino.. ma ho la certezza di poterci montare qualsiasi camera senza inghippi.. teoricamente per quanto assurdo potrei anche montarci una STL11000 e sono abbastanza certo che non batterebbe ciglio.. L’esperienza fatta su questo strumento è stata una palestra molto importante e quando ci sarà da metter mano sul prossimo strumento ne farò certamente tesoro.